Dovrei scrivere un libro sulle donne, un giorno.
Ovviamente non ho la pretesa di pubblicare l’ennesimo manuale da regalare a natale al nostro migliore amico,con annesso bigliettino di buona fortuna per la prossima avventura amorosa. Perchè, sappiatelo, non può esistere un manuale d’uso realmente concepibile per l’essere umano “donna”.
Ed io lo so perchè faccio parte di questo universo incomprensibile.
Non puoi dettare regole per rendere felice una donna. E non perchè è ribelle, è rivoluzionaria, anticonformista. Ma semplicemente perchè lei stessa non sa MAI quello che vuole. Cambia continuamente idea. Cambia mille volte umore. Nell’arco di una stessa giornata, nell’arco di un’ora, persino nel giro di pochi minuti.
In amore, per esempio. La donna vuole, desidera, esige attenzioni. Si lamenta se non riceve carezze, fiori, cenette romantiche, gioielli, borse e scarpe. Ma, adagio. Troppe attenzioni fanno male. Se vizi la tua amata, la coccoli, la accontenti, la abitui, lei si annoia tremendamente. Si stanca. Non ce la fa. E’ più forte di lei. E ti molla.
Due parole chiavi: attenzioni e abitudine. Se la tua donna ti ripete continuamente queste due parole, non preoccuparti, è tutto completamente normale.
Ora ditemi quanta pazienza ci vuole.
Siamo strane noi, eh.
Per esempio, quando ci prendiamo una sbandata per una persona. Perchè noi non è che facciamo un semplice apprezzamento per un uomo. Noi ci prendiamo una fissazione. Come una malattia, un’ossessione, una perseguitazione.
Ecco alcuni sintomi della patologia:
-guardare costantemente il profilo facebook del tipo (aggiornamenti di status, amicizie, commenti e soprattutto foto)
-cercare segnali nel suo profilo che possano far pensare ad un’altra donna
-provare gelosia per qualunque essere di sesso femminile che abbia un qualsiasi tipo di rapporto ravvicinato con lui (amica, sorella, zia, nuora, cassiera del supermercato)
-mandare sms e controllare continuamente il telefonino e restare in ansia nell’attesa della sua risposta
-raccontare tutto alle amiche esasperando ogni minimo particolare (tutte le conversazioni fra amiche sono rigorosamente private e segrete per ogni altro individuo al mondo!)
-scrivere su twitter un determinato status, esplicitamente rivolto a lui, nella convinzione (sbagliata per il 99,9% periodico delle volte) che lui capisca il chiaro riferimento
-andare dalla parrucchiera, dall’estetista, indossare tacco 12 e jeans stretti (tipo il pacco di riso sottovuoto) e per essere fighe al punto giusto
-girare tutti i locali della città con la pretesa di incontrarlo da qualche parte
-disperarsi e bestemmiare per non averlo incontrato in nessun pub, discoteca, enoteca, pizzeria, ristorante, festa privata, supermercato (chissà magari è con la cassiera!!)
-finire per insultarlo, maledirlo, odiarlo, nella convinzione certa che sia a letto con qualche tipa e ignorando qualunque altra ipotesi plausbile
Come avete letto, la lista è lunga e i sintomi sono tanti.
La cura, però, quella i medici la stanno ancora cercando.
Purtroppo, sembrano tutti fuori strada.