My city of ruins Eccole, le mie rovine. Ancora tutte qui intorno a me. Mi circondano come a ricordarmi chi eravamo noi. Come eravamo speciali. Come ero felice quando saltellavo con te, canticchiando le canzoni di Rihanna. E’ crollato tutto ed io non me ne sono accorta. E mentre ogni piccolo pezzettino cadeva sulle mie spalle, la mia schiena si incurvava sempre di più. Ed io diventavo sempre più piccola. Indifesa. Senza riuscire a reagire. E adesso realizzo. Ora che vedo la desolazione intorno a me. C’è tutto qui. Ci sono pezzi di noi. Ci sono ricordi, parole, gesti. Pezzi di intonaco sparsi qua e là. Pezzi di destino, caso, sfortuna, chiamalo come vuoi.  Sto in piedi in mezzo alle rovine. Sono sola e non ti ritrovo più. Non ritrovo più nessuno. E come una bambina rimango in attesa. Qualcuno prima o poi verrà a cercami. E mi prenderà con sè. 

My city of ruins

Eccole, le mie rovine.

Ancora tutte qui intorno a me. Mi circondano come a ricordarmi chi eravamo noi. Come eravamo speciali. Come ero felice quando saltellavo con te, canticchiando le canzoni di Rihanna.

E’ crollato tutto ed io non me ne sono accorta.

E mentre ogni piccolo pezzettino cadeva sulle mie spalle, la mia schiena si incurvava sempre di più. Ed io diventavo sempre più piccola. Indifesa. Senza riuscire a reagire.

E adesso realizzo. Ora che vedo la desolazione intorno a me.

C’è tutto qui. Ci sono pezzi di noi. Ci sono ricordi, parole, gesti. Pezzi di intonaco sparsi qua e là. Pezzi di destino, caso, sfortuna, chiamalo come vuoi. 

Sto in piedi in mezzo alle rovine. Sono sola e non ti ritrovo più. Non ritrovo più nessuno. E come una bambina rimango in attesa.

Qualcuno prima o poi verrà a cercami. E mi prenderà con sè. 

E’ crollato il mondo. E’ tutto sulle mie spalle. Questa sera ne sento il peso più che mai. E la sensazione è quella di non riuscire a reggerne la presenza e di volermi lasciar cadere, abbandonata, a me stessa.

E’ crollato il mondo. E’ tutto sulle mie spalle.

Questa sera ne sento il peso più che mai.

E la sensazione è quella di non riuscire a reggerne la presenza e di volermi lasciar cadere, abbandonata, a me stessa.

Donne. Dovrei scrivere un libro sulle donne, un giorno. Ovviamente non ho la pretesa di pubblicare l’ennesimo manuale da regalare a natale al nostro migliore amico,con annesso bigliettino di buona fortuna per la prossima avventura amorosa. Perchè, sappiatelo, non può esistere un manuale d’uso realmente concepibile per l’essere umano “donna”. Ed io lo so perchè faccio parte di questo universo incomprensibile. Non puoi dettare regole per rendere felice una donna. E non perchè è ribelle, è rivoluzionaria, anticonformista. Ma semplicemente perchè lei stessa non sa MAI quello che vuole. Cambia continuamente idea. Cambia mille volte umore. Nell’arco di una stessa giornata, nell’arco di un’ora, persino nel giro di pochi minuti. In amore, per esempio. La donna vuole, desidera, esige attenzioni. Si lamenta se non riceve carezze, fiori, cenette romantiche, gioielli, borse e scarpe. Ma, adagio. Troppe attenzioni fanno male. Se vizi la tua amata, la coccoli, la accontenti, la abitui, lei si annoia tremendamente. Si stanca. Non ce la fa. E’ più forte di lei. E ti molla. Due parole chiavi: attenzioni e abitudine. Se la tua donna ti ripete continuamente queste due parole, non preoccuparti, è tutto completamente normale. Ora ditemi quanta pazienza ci vuole.  Siamo strane noi, eh. Per esempio, quando ci prendiamo una sbandata per una persona. Perchè noi non è che facciamo un semplice apprezzamento per un uomo. Noi ci prendiamo una fissazione. Come una malattia, un’ossessione, una perseguitazione. Ecco alcuni sintomi della patologia: -guardare costantemente il profilo facebook del tipo (aggiornamenti di status, amicizie, commenti e soprattutto foto) -cercare segnali nel suo profilo che possano far pensare ad un’altra donna -provare gelosia per qualunque essere di sesso femminile che abbia un qualsiasi tipo di rapporto ravvicinato con lui (amica, sorella, zia, nuora, cassiera del supermercato) -mandare sms e controllare continuamente il telefonino e restare in ansia nell’attesa della sua risposta -raccontare tutto alle amiche esasperando ogni minimo particolare (tutte le conversazioni fra amiche sono rigorosamente private e segrete per ogni altro individuo al mondo!) -scrivere su twitter un determinato status, esplicitamente rivolto a lui, nella convinzione (sbagliata per il 99,9%  periodico delle volte) che lui capisca il chiaro riferimento -andare dalla parrucchiera, dall’estetista, indossare tacco 12 e jeans stretti (tipo il pacco di riso sottovuoto) e per essere fighe al punto giusto -girare tutti i locali della città con la pretesa di incontrarlo da qualche parte -disperarsi e bestemmiare per non averlo incontrato in nessun pub, discoteca, enoteca, pizzeria, ristorante, festa privata, supermercato (chissà magari è con la cassiera!!) -finire per insultarlo, maledirlo, odiarlo, nella convinzione certa che sia a letto con qualche tipa e ignorando qualunque altra ipotesi plausbile Come avete letto, la lista è lunga e i sintomi sono tanti. La cura, però, quella i medici la stanno ancora cercando. Purtroppo, sembrano tutti fuori strada.

Donne.

Dovrei scrivere un libro sulle donne, un giorno.

Ovviamente non ho la pretesa di pubblicare l’ennesimo manuale da regalare a natale al nostro migliore amico,con annesso bigliettino di buona fortuna per la prossima avventura amorosa. Perchè, sappiatelo, non può esistere un manuale d’uso realmente concepibile per l’essere umano “donna”.

Ed io lo so perchè faccio parte di questo universo incomprensibile.

Non puoi dettare regole per rendere felice una donna. E non perchè è ribelle, è rivoluzionaria, anticonformista. Ma semplicemente perchè lei stessa non sa MAI quello che vuole. Cambia continuamente idea. Cambia mille volte umore. Nell’arco di una stessa giornata, nell’arco di un’ora, persino nel giro di pochi minuti.

In amore, per esempio. La donna vuole, desidera, esige attenzioni. Si lamenta se non riceve carezze, fiori, cenette romantiche, gioielli, borse e scarpe. Ma, adagio. Troppe attenzioni fanno male. Se vizi la tua amata, la coccoli, la accontenti, la abitui, lei si annoia tremendamente. Si stanca. Non ce la fa. E’ più forte di lei. E ti molla.

Due parole chiavi: attenzioni e abitudine. Se la tua donna ti ripete continuamente queste due parole, non preoccuparti, è tutto completamente normale.

Ora ditemi quanta pazienza ci vuole. 

Siamo strane noi, eh.

Per esempio, quando ci prendiamo una sbandata per una persona. Perchè noi non è che facciamo un semplice apprezzamento per un uomo. Noi ci prendiamo una fissazione. Come una malattia, un’ossessione, una perseguitazione.

Ecco alcuni sintomi della patologia:

-guardare costantemente il profilo facebook del tipo (aggiornamenti di status, amicizie, commenti e soprattutto foto)

-cercare segnali nel suo profilo che possano far pensare ad un’altra donna

-provare gelosia per qualunque essere di sesso femminile che abbia un qualsiasi tipo di rapporto ravvicinato con lui (amica, sorella, zia, nuora, cassiera del supermercato)

-mandare sms e controllare continuamente il telefonino e restare in ansia nell’attesa della sua risposta

-raccontare tutto alle amiche esasperando ogni minimo particolare (tutte le conversazioni fra amiche sono rigorosamente private e segrete per ogni altro individuo al mondo!)

-scrivere su twitter un determinato status, esplicitamente rivolto a lui, nella convinzione (sbagliata per il 99,9%  periodico delle volte) che lui capisca il chiaro riferimento

-andare dalla parrucchiera, dall’estetista, indossare tacco 12 e jeans stretti (tipo il pacco di riso sottovuoto) e per essere fighe al punto giusto

-girare tutti i locali della città con la pretesa di incontrarlo da qualche parte

-disperarsi e bestemmiare per non averlo incontrato in nessun pub, discoteca, enoteca, pizzeria, ristorante, festa privata, supermercato (chissà magari è con la cassiera!!)

-finire per insultarlo, maledirlo, odiarlo, nella convinzione certa che sia a letto con qualche tipa e ignorando qualunque altra ipotesi plausbile

Come avete letto, la lista è lunga e i sintomi sono tanti.

La cura, però, quella i medici la stanno ancora cercando.

Purtroppo, sembrano tutti fuori strada.

Se avessi saputo che sarebbe andata così,avrei fatto meno sacrifici,meno rinunce,meno di tutto. Se avessi saputo che studiare mi avrebbe portato queste insoddisfazioni,avrei fatto altro nella vita. Se avessi saputo che tutti quei libri mi avrebbero portato solo qua,li avrei bruciati anni fa. L’ambizione non sempre e’una buona cosa.Anzi,a volte ti uccide. Dentro.

Se avessi saputo che sarebbe andata così,avrei fatto meno sacrifici,meno rinunce,meno di tutto.
Se avessi saputo che studiare mi avrebbe portato queste insoddisfazioni,avrei fatto altro nella vita.
Se avessi saputo che tutti quei libri mi avrebbero portato solo qua,li avrei bruciati anni fa.

L’ambizione non sempre e’una buona cosa.Anzi,a volte ti uccide. Dentro.

Non so, ho come l’impressione che la vita sia come un giro alla roulette. 29 rosso, vinco io. 15 nero,passo.36 nero, passo ancora. Come se fosse tutta una questione di fortuna, anzi…di culo. Un attimo vinci e sorridi, l’attimo dopo perdi e ti tocca pagare. Tutto cosi’banale. Tutto così noiosaments reale.

Non so, ho come l’impressione che la vita sia come un giro alla roulette. 29 rosso, vinco io. 15 nero,passo.36 nero, passo ancora.
Come se fosse tutta una questione di fortuna, anzi…di culo.
Un attimo vinci e sorridi, l’attimo dopo perdi e ti tocca pagare. Tutto cosi’banale. Tutto così noiosaments reale.

La verità è che se apro i miei cassetti, non ci trovo i miei sogni. Ci trovo mutandine, reggiseno e qualche calza sbiadita e spaiata. Ma non i miei sogni. Quelli sono altrove.

La verità è che se apro i miei cassetti, non ci trovo i miei sogni. Ci trovo mutandine, reggiseno e qualche calza sbiadita e spaiata. Ma non i miei sogni.

Quelli sono altrove.

autoritratto!
Cos’è che ci porta a mettere in discussione quello che siamo? Può una parola,un gesto, una critica porci così tante domande fino a farci dubitare di noi stessi? Cos’è che fa in modo che la nostra sicurezza diventi insicurezza. Che le nostre certezze diventino dubbi. Che i colori si sbiadiscano e diventi tutto confuso. Siamo noi stessi volontariamente a metterci in discussione o c’è un momento prestabilito in cui questo deve avvenire. Un attimo deciso da anni ormai, in cui è deciso che in questo giorno, a quest’ora ci troviamo a chiedere cosa vogliamo. E se così fosse, è stato stabilito anche un giorno in cui, a una determinata ora della giornata, riusciamo a trovare una risposta?

Cos’è che ci porta a mettere in discussione quello che siamo?

Può una parola,un gesto, una critica porci così tante domande fino a farci dubitare di noi stessi?

Cos’è che fa in modo che la nostra sicurezza diventi insicurezza. Che le nostre certezze diventino dubbi. Che i colori si sbiadiscano e diventi tutto confuso.

Siamo noi stessi volontariamente a metterci in discussione o c’è un momento prestabilito in cui questo deve avvenire. Un attimo deciso da anni ormai, in cui è deciso che in questo giorno, a quest’ora ci troviamo a chiedere cosa vogliamo.

E se così fosse, è stato stabilito anche un giorno in cui, a una determinata ora della giornata, riusciamo a trovare una risposta?

Piccole illusioni svaniscono Da piccola ti spiegano che ci sono i maschietti e le femminucce.Sono molto diversi tra di loro.Le femminucce hanno il fiorellino.I mashietti il pisellino.  Da quel momento la tua vita è improntata su questo.A quattro anni giochi con Barbie e Ken,che ovviamente si sposano,vivono in una bella villetta rosa a due piani con l’ascensore,hanno una bella macchina cabriolet,ovviamente rosa schocking,un cane e una figlia.Barbie è stupenda,ha gambe lugnhissime,senza cellulite,nè smagliature.Biondissima.Occhi rigorosamente azzurri.Cambia nome ogni volta che vuoi.Ken,poi,è un gentiluomo.Le apre lo sportello quando lei sta per salire sulla cabrio rosa schocking.Le fa tanti regali.La tratta bene.Un principe azzurro con i capelli castani,mossi dal vento,e gli occhi profondi. Appena cresci abbandoni Barbie,Ken,cane,figli,nipoti,macchine,ville,camper e company.Ma il danno ormai sembra fatto.Ormai sai che dovrai incontrare anche tu il tuo Ken.Dovrai essere sempre perfetta,con i capelli pettinati,alta,magra e vestiti invidiati da tutti.Non dovrai lavorare o faticare perchè Ken suderà per due. Appena cresci scopri che,poi,non è così facile.Che probabilmente non esiste nessun Ken così perfetto e così gentiluomo come ti avevano fatto capire.Scopri che per essere sempre bella devi spendere centinaia di euro tra estetista,parrucchiere,manicure,pedicure.Scopri che per essere in perfetta forma devi stare continuamente a dieta,rinunciando a dolci,cioccalato e tutto quello che di più buono possa estitere,andando avanti mangiando minsetroni e verdure insipide. Appena cresci scopri che per mantenere te,i tuoi figli,il cane,la villa sul mare e la cabrio rosa schocking,come minimo devi studiare quasi una vita e,se ti finisce bene,trovare un lavoretto che non era quello a cui ambivi,ma che comunque ti permette di guadagnare il minimo indispensabile. Appena cresci riguardi la villa di Barbie,è impolverata,è crollato il tetto e l’ascensore è guasto.Barbie ha i capelli rasati a zero.Sarà stato un dispetto della tua sorellina.La figlia di Barbie(come si chiamava Shally?) è rimasta perennemente minuscola e antipatica.La macchina è senza sportelli anteriori e di un rosa scolorito.Il cane non abbaia più. E Ken…Ken non lo trovi più. Lo cerchi nella camera da letto della lussuosa villa in campagna,perchè è li che i due eterni sposini passavano le giornate più belle.Lo cerchi in cucina,magari sta preparando un piatto delizioso per la sua deliziosa mogliettina.Lo cerchi dal fioraio.Ma Ken non c’è.Il principe azzurro è sparito. Forse quando eri piccola lo avevi casualmente decapitato.O magari lo avevi semplicemente perso.Oppure, più probabile,Ken vedendo la moglie rasata a zero,il cane muto,la figlia viziata e capricciosa,forse Ken è scappato. Fatto sta che non c’è più. E allora sorridi. Chissa cosa c’è da ridere. Pensi a quanto era bello sognare,da piccola.Pensi a come li avevi visti felici Barbie e Ken.Pensi come avevi davvero creduto in quella coppia perfetta di sposini perfetti.Quel matrimonio perfetto in una vita perfetta. Sorrdi ancora.Ma questa volta è più amaro. Magari ai tuoi figli,da piccoli,comprerai solo cubi e costruzioni colorate.Stimolano la fantasia,e soprattutto non ti illudono di una vita perfetta. Anche se,detto tra noi,quando giocavo con i cubi colorati mettevo sempre il cubo rosa accanto al cubo azzurro…….chissà cosa avrò voluto dire….

Piccole illusioni svaniscono

Da piccola ti spiegano che ci sono i maschietti e le femminucce.Sono molto diversi tra di loro.Le femminucce hanno il fiorellino.I mashietti il pisellino. 

Da quel momento la tua vita è improntata su questo.A quattro anni giochi con Barbie e Ken,che ovviamente si sposano,vivono in una bella villetta rosa a due piani con l’ascensore,hanno una bella macchina cabriolet,ovviamente rosa schocking,un cane e una figlia.Barbie è stupenda,ha gambe lugnhissime,senza cellulite,nè smagliature.Biondissima.Occhi rigorosamente azzurri.Cambia nome ogni volta che vuoi.Ken,poi,è un gentiluomo.Le apre lo sportello quando lei sta per salire sulla cabrio rosa schocking.Le fa tanti regali.La tratta bene.Un principe azzurro con i capelli castani,mossi dal vento,e gli occhi profondi.
Appena cresci abbandoni Barbie,Ken,cane,figli,nipoti,macchine,ville,camper e company.Ma il danno ormai sembra fatto.Ormai sai che dovrai incontrare anche tu il tuo Ken.Dovrai essere sempre perfetta,con i capelli pettinati,alta,magra e vestiti invidiati da tutti.Non dovrai lavorare o faticare perchè Ken suderà per due.
Appena cresci scopri che,poi,non è così facile.Che probabilmente non esiste nessun Ken così perfetto e così gentiluomo come ti avevano fatto capire.Scopri che per essere sempre bella devi spendere centinaia di euro tra estetista,parrucchiere,manicure,pedicure.Scopri che per essere in perfetta forma devi stare continuamente a dieta,rinunciando a dolci,cioccalato e tutto quello che di più buono possa estitere,andando avanti mangiando minsetroni e verdure insipide.
Appena cresci scopri che per mantenere te,i tuoi figli,il cane,la villa sul mare e la cabrio rosa schocking,come minimo devi studiare quasi una vita e,se ti finisce bene,trovare un lavoretto che non era quello a cui ambivi,ma che comunque ti permette di guadagnare il minimo indispensabile.
Appena cresci riguardi la villa di Barbie,è impolverata,è crollato il tetto e l’ascensore è guasto.Barbie ha i capelli rasati a zero.Sarà stato un dispetto della tua sorellina.La figlia di Barbie(come si chiamava Shally?) è rimasta perennemente minuscola e antipatica.La macchina è senza sportelli anteriori e di un rosa scolorito.Il cane non abbaia più. E Ken…Ken non lo trovi più. Lo cerchi nella camera da letto della lussuosa villa in campagna,perchè è li che i due eterni sposini passavano le giornate più belle.Lo cerchi in cucina,magari sta preparando un piatto delizioso per la sua deliziosa mogliettina.Lo cerchi dal fioraio.Ma Ken non c’è.Il principe azzurro è sparito.
Forse quando eri piccola lo avevi casualmente decapitato.O magari lo avevi semplicemente perso.Oppure, più probabile,Ken vedendo la moglie rasata a zero,il cane muto,la figlia viziata e capricciosa,forse Ken è scappato.
Fatto sta che non c’è più.
E allora sorridi. Chissa cosa c’è da ridere.
Pensi a quanto era bello sognare,da piccola.Pensi a come li avevi visti felici Barbie e Ken.Pensi come avevi davvero creduto in quella coppia perfetta di sposini perfetti.Quel matrimonio perfetto in una vita perfetta.
Sorrdi ancora.Ma questa volta è più amaro.
Magari ai tuoi figli,da piccoli,comprerai solo cubi e costruzioni colorate.Stimolano la fantasia,e soprattutto non ti illudono di una vita perfetta.
Anche se,detto tra noi,quando giocavo con i cubi colorati mettevo sempre il cubo rosa accanto al cubo azzurro…….chissà cosa avrò voluto dire….

6